Alle quattordici e trenta di mercoledì 4 febbraio 2026 la nuova avventura del teatro comincia. Nuovi incontri, nuove esperienze e amicizie ci aspettano. La felicità è una delle emozioni prevalenti che abbiamo provato in questo laboratorio.
Ci sono tantissime attività inclusive, divertenti attraverso le quali si impara a collaborare e dove nessuno è escluso. Il teatro è anche un modo per superare le proprie paure.
Oltre ai propri compagni c’è un operatore teatrale professionista.
Inizialmente si fanno attività per conoscere il teatro e i propri compagni ma circa a metà laboratorio si inizia a decidere come sarà strutturato e di cosa parlerà lo spettacolo che poi verrà presentato al teatro di Bellusco. Le attività che sono piaciute di più al gruppo sono state tante, in particolare alcuni giochi in cerchio o nello spazio che sono stati molto divertenti. Abbiamo anche scoperto che per fare teatro è necessario tenere la voce alta, ricordarsi il copione e essere ben organizzati e attenti a tutto ciò che succede in scena.
Il corso di teatro poi ci ha permesso di esibirci al di fuori della scuola; infatti lunedì 18 maggio noi partecipanti al laboratorio pomeridiano di teatro della nostra scuola, ci siamo recati a Lanzo Torinese accompagnati dalle docenti Galdi e Magni e dall’operatore teatrale Matteo Cavallotti. Abbiamo partecipato a una rassegna teatrale, dove erano presenti altre due scuole. La mattina è iniziata con lo spettacolo di una quinta elementare, che parlava di come sconfiggere gli stereotipi di genere presenti all’interno delle storie Disney con protagoniste le principesse. Il secondo è stato il nostro, uno spettacolo ispirato al libro “Noi siamo tempesta” di Michela Murgia, che parla di varie storie di giustizia e ingiustizia molto profonde, che si risolvono grazie alla collaborazione tra gli individui. L’incipit, infatti, è un vero e proprio scontro tra due gruppi: meglio competere o collaborare? E si chiude con la domanda “Ci hanno sempre insegnato che sono gli eroi a fare la storia, ma è davvero così?”. Poi abbiamo raccontato cinque storie per noi molto significative, che alla fine ci hanno fatto capire che non sono davvero gli eroi a fare la storia, ma è l’unione che fa la forza.
Dopo, abbiamo pranzato e poi abbiamo assistito allo spettacolo della scuola di Sulbiate, che al contrario del nostro si basava sull’improvvisazione. Davvero incredibile!
Nel pomeriggio, abbiamo avuto un momento di confronto con le altre scuole e abbiamo espresso i punti di forza e i punti deboli di ogni spettacolo divisi in quattro gruppi formati casualmente. Questo momento per noi è stato molto utile. Abbiamo riscontrato i nostri punti di forza e le criticità; tra i punti di forza: fisicità in scena, messaggio forte, commovente e comprensibile, credibilità degli attori, storie attuali; criticità: gruppo troppo numeroso, ritmo lento, spalle al pubblico in scena, storie scollegate, temi difficili.
Lunedì 25 maggio abbiamo portato lo spettacolo al teatro di Bellusco, oltre a noi c’era la scuola di Bernareggio.
Abbiamo svolto questo secondo spettacolo con un po’ più di consapevolezza e forse meno ansia, infatti grazie all’occhio esterno dell’operatore teatrale siamo riusciti dalla prima alla seconda esibizione a migliorare, maturare e conoscerci.
Il teatro, oltre ad essere un mezzo di comunicazione per esprimersi, serve anche per aprire la propria mente e il proprio cuore, facendo entrare in essi nuove idee e nuove persone.
Ada Ballabio 1A, Ingrid Popovici ed Elisa Puccini 3D






Di seguito riportiamo il commento ricevuto dall’assistente dell’associazione AGITA, per il teatro nella scuola, presente alla rappresentazione.
OSSERVAZIONI: Mille gocce fanno tempesta è un’opera di forte impatto emotivo e civile, che scardina il mito dell’eroe solitario per celebrare la forza della collettività e l’impegno per i diritti umani. Attraverso tappe storiche cruciali, dal grido doloroso delle madri di Plaza de Mayo nel 1977 fino a toccanti pagine di riscatto sociale, lo spettacolo si distingue per un’attenzione profonda al tema della legalità.
L’impianto scenico brilla per la qualità dei tableaux vivants, dei movimenti corali e di una gestualità potente ed efficace anche nelle posture statiche che calamitano il pubblico.
È di grande interesse pedagogico sottolineare l’evoluzione di questo progetto, arricchito dall’ingresso dei nuovi alunni delle classi prime ben coinvolti dai ragazzi più grandi. Il gruppo ha rielaborato la struttura drammaturgica per la partecipazione alla rassegna di teatro-educazione di Lanzo Torinese: la scelta di sostituire il passaggio sulla Sardegna con la narrazione del festival musicale per sordi di Caracas si è rivelata decisamente toccante. In un’ottica di crescita, si suggeriscono sempre esercizi mirati per amplificare l’emissione vocale.
PROPOSTA: Sarebbe interessante ripetere con un nuovo spettacolo l’esperienza di questi due anni.
MENZIONE SPECIALE per la sinergia, lo spirito di collaborazione, trasformando il palcoscenico in uno spazio di crescita collettiva.
icadmin-2
0